Dal 1° gennaio 2026 arrivano 10 ore annue aggiuntive di permesso retribuito per visite, esami e cure mediche.
Dal 1° gennaio 2026 entra in vigore una novità importante per migliaia di lavoratori: 10 ore annue aggiuntive di permesso retribuito dedicate a visite, esami diagnostici e cure mediche frequenti. Si tratta di una misura che rafforza concretamente le tutele per chi vive condizioni sanitarie complesse, e allo stesso tempo garantisce un sostegno reale alle famiglie con figli affetti dalle stesse patologie.
Questa nuova possibilità non sostituisce i permessi già previsti dal contratto, ma si aggiunge al monte ore esistente, ampliando la capacità del lavoratore di conciliare salute e lavoro.
Chi ne ha diritto
Le 10 ore aggiuntive spettano a:
✔️ Lavoratrici e lavoratori con:
malattie oncologiche,
malattie croniche o invalidanti con invalidità civile pari o superiore al 74%.
✔️ Genitori lavoratori con figli minorenni che presentano le stesse patologie
In presenza di un verbale di invalidità con indennità di frequenza, entrambi i genitori possono usare i permessi, e i 10 ore valgono per ciascun figlio.
Una tutela che riconosce, finalmente, il peso reale dei percorsi di cura e la necessità di un supporto stabile e continuo.
Per cosa possono essere utilizzati
Le 10 ore annue sono dedicate a:
visite mediche,
esami strumentali,
analisi chimico-cliniche e microbiologiche,
terapie e cure mediche ricorrenti.
Sono ore pensate per coprire bisogni reali e frequenti, senza penalizzare il lavoratore già provato da una condizione di salute impegnativa.
Come si utilizzano
Per usufruirne servono pochi passaggi, chiari e lineari:
è necessaria la prescrizione del medico di medicina generale o dello specialista;
è obbligatoria l’attestazione della struttura sanitaria presso cui ci si reca;
il lavoratore deve fare richiesta al proprio datore di lavoro;
la fruizione è prevista solo per ore intere, non per frazioni.
Una procedura semplice, che evita inutili complicazioni e rispetta la dignità del lavoratore.
Trattamento economico
📌 Settore pubblico
L’intero periodo di permesso è retribuito dall’Amministrazione o dall’Ente datore di lavoro.
📌 Settore privato
È riconosciuta un’indennità pari al 66,66% della retribuzione.
Una distinzione che tiene conto delle diverse modalità di copertura previste nei due comparti.
Una misura che guarda al futuro
Queste 10 ore aggiuntive rappresentano un passo avanti concreto:
un segnale di attenzione verso chi affronta percorsi di cura impegnativi e verso le famiglie che non hanno alcuna intenzione di lasciarsi travolgere dalle difficoltà.
Una società che funziona non lascia indietro chi sta combattendo una battaglia di salute. A partire dal 2026, c’è un supporto in più per farlo con più forza e meno ostacoli.





